18 Novembre 2006

SHINING (di S. Kubrick, con J. Nicholson, S. Duvall, D. Lloyd...), 1980



Jack Torrance accetta di custodire l'Overlook Hotel, sontuoso albergo montano teatro in passato di numerosi suicidi e omicidi, durante la stagione invernale. Vi si stabilisce con la moglie, Wendy, e il figlio Danny, il quale possiede facoltà extrasensoriali denominate Shining (Luccicanza). Ben presto gli influssi malefici che l'Overlook esercita sui custodi colpiscono il frustrato Jack, che diventa violento e aggressivo, arrivando a minacciare di morte i suoi stessi familiari.
In questo film angoscioso e assolutamente pessimista, l'uomo è visto come portatore di Male e unico responsabile del suo stesso degrado (Jack è uno scrittore fallito), incapace di risollevarsi dalla sua condizione di fallimento. Kubrick ha adattato l'omonimo romanzo di S. King, smussando la presenza del soprannaturale, che nel libro è massiccia, ed acuendo i risvolti drammatici. La luccicanza di Danny (ovvero la capacità di leggere il passato nel presente) è allo stesso tempo croce e delizia: croce perchè egli visualizza nitidamente gli spaventosi omicidi e suicidi che provocano in lui uno stato d'ansia e affanno, e delizia perchè risulteranno essere utili al fine della sopravvivenza. Molti i temi sviluppati. In primo luogo il complesso di Edipo, rappresentato dall' odio/amore padre-figlio, per arrivare al mito del Minotauro, rappresentato dall'episodio del labirinto (assente nel libro).
Dal punto di vista stilistico il film può essere considerato un modello, un Auctoritas. La Steadycam è usata in maniera massiccia (assai notevole la scena che vede Danny scorrazzare per i corridoi deserti dell'Hotel: la camera segue il triciclo da dietro per un lungo percorso. L'assenza in questa scena di un commento sonoro serve a calare lo spettatore nell'atmosfera muta e angosciosa che nell'albergo regna sovrana). Numerosi i piani sequenza, con lunghe descrizioni agli ambienti vuoti e desolati. Gli influssi malefici sono descritti attraverso scorci furtivi di presenze maligne ritratte in pose sconce o grottesche.
Notevole la recitazione di Nicholson, perfetto nel ruolo di padre alcolizzato e fallito, che perde il lume della ragione e si schiera con il Male contro i suoi amati. Ottima anche la Duvall, moglie insicura ma madre affabile che risultareà decisiva nello scontro finale.

Giudizio: **** 1/2

5 commenti

  • anonimo

    ...

    meglio non includere parole latine se non si sa adeguarle alla frase.
    Scritto il: 14/07/2007 14:22:48
  • Carmilla237

    =D

    la scena del fiume di sangue che porta via anche le poltrone nel corridoio dell'albergo è ormai 1 cult.
    la moquette anni 70 sulla quale gioca danny è divina.
    danny è bellissimo.
    nicholson è inquietante e xfetto x quel ruolo.
    shelley duvall è "1 presenza costante x me e i miei amici"(poi un giorno ti spiegherò xchè)
    continuerei all'infinito ma non ho tempo.
    film memorabile. l'ho visto almeno 10 volte.
    Scritto il: 30/11/2006 11:19:18
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